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L'accordo tra gli Stati dell'AELS (tra cui la Svizzera) e quelli del Mercosur - un mercato che conta circa 270 milioni di consumatori - riveste un'importanza fondamentale per un'economia orientata all'esportazione come la nostra. In un momento in cui i nostri posti di lavoro e le nostre PMI sono fortemente sotto pressione a causa dei dazi doganali e del franco forte, questo accordo apre nuove prospettive per le PMI e le imprese svizzere in Sudamerica. In un mondo instabile e in rapida evoluzione, è fondamentale che la Svizzera riduca la sua dipendenza economica dagli Stati Uniti e dall’UE. 

Con questo accordo, circa il 96% delle esportazioni svizzere verso gli Stati del Mercosur - tra cui il Brasile, settimo Paese più popoloso al mondo - sarebbe interamente esente da dazi doganali. Inoltre, verrebbero eliminati gli ostacoli tecnici al commercio e rafforzato l’accesso dei fornitori svizzeri ai mercati dei servizi. Non vengono trascurati nemmeno lo sviluppo e il commercio sostenibile. Infatti, un intero capitolo dell’accordo è dedicato a questi importanti temi. È previsto anche un accordo complementare su ulteriori impegni in materia di protezione delle foreste e della biodiversità. 

Il copresidente del PLR e Consigliere agli Stati Benjamin Mühlemann: «Questo accordo, che guarda ad un mercato di 270 milioni di consumatori, è nell’interesse del nostro Paese e dei nostri posti di lavoro. Grazie a questo accordo, eviteremo di trovarci in una posizione di svantaggio rispetto ai nostri concorrenti all’interno dell’UE, che hanno già concluso un accordo di libero scambio con il Mercosur». 

Ricordiamo che questo accordo prevede contingenti per l’importazione in Svizzera di prodotti agricoli sensibili, tra cui la carne i vini. Secondo il consigliere federale dell’UDC Guy Parmelin, l’impatto sul settore agricolo sarebbe «limitato» e la Svizzera potrà quindi continuare a gestire i suoi contingenti in modo autonomo. Inoltre, questo accordo aprirà nuove opportunità per le nostre esportazioni di specialità gastronomiche, come il formaggio. 

Il PLR si aspetta ora che tutti i partiti si impegnino a favore dell'occupazione e della competitività del nostro Paese, sostenendo questo accordo. La posizione dell’UDC - sempre pronta ad esigere che la Svizzera si rivolga a mercati al di fuori dell’UE - sarà da seguire con particolare attenzione in questa vicenda. Sarebbe irresponsabile e ipocrita se il PS, che si è scagliato contro la politica protezionista del presidente Trump, rifiutasse questo accordo manifestando lo stesso istinto isolazionista del presidente americano. 

Respingere l’accordo con il Mercosur sarebbe estremamente dannoso per le nostre PMI, le nostre imprese e i nostri posti di lavoro. Per il PLR è inconcepibile l’idea di accettare che il nostro Paese si trovi in una posizione di svantaggio rispetto agli Stati membri dell’Unione europea. Chi si oppone a questo accordo dovrà assumersene la responsabilità. Il PLR si impegnerà con tutte le sue forze a favore di questo accordo che garantisce posti di lavoro, PMI forti e imprese svizzere competitive in un mondo instabile e imprevedibile. 

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La nuova iniziativa sulle «multinazionali responsabili» mette a rischio numerosi posti di lavoro, minacciando così il portafoglio del ceto medio. Il PLR respinge categoricamente questo testo, così come il controprogetto del Consiglio federale. In questi tempi di crisi economica, nuove regolamentazioni sarebbero particolarmente dannose per i posti di lavoro, per le grandi imprese e per le PMI nel nostro Paese.

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SÌ alla neutralità armata, NO ai despoti stranieri! Il PLR e il Parlamento respingono con fermezza la dannosa iniziativa «sulla neutralità», che finirebbe col fare il gioco di autocrati come Vladimir Putin. Proteggiamo la neutralità svizzera così come l'ha incarnata il generale Guisan nei momenti più bui della storia. 

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È fondamentale che la volontà popolare venga rispettata e che sia garantito il finanziamento della 13ª AVS. Non è invece accettabile che la sinistra e il Centro vogliano imporre continuamente oneri supplementari alla popolazione attiva.

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Un’ampia alleanza mette in guardia dalle conseguenze dell’iniziativa dell’UDC che «farebbe precipitare la Svizzera nel caos a livello economico, di sicruezza e migratorio» 

 

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A causa dell'ostinato rifiuto da parte della sinistra e del Centro di frenare la continua crescita delle spese federali, massicci aumenti delle imposte minacciano il portafoglio del ceto medio. Il PLR non accetta alcuna nuova imposta e lancia una petizione nazionale.

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La Svizzera sta attraversando una fase di incertezza. Le aziende lottano per salvare decine di migliaia di posti di lavoro e molte famiglie devono tirare la cinghia. Cosa fa il Consiglio federale? Decide il terzo aumento delle imposte da fine novembre. Questa è la strada sbagliata. Il PLR chiede un immediato cambiamento di rotta.

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È giunto il momento per eliminare finalmente la penalizzazione fiscale del matrimonio. Oggi lo hanno ribadito inequivocabilmente i delegati del PLR.

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Un tempo la Svizzera era il Paese in cui si lasciava tranquillamente aperta la porta di casa. Oggi questo senso di sicurezza è scomparso per gran parte della popolazione. L'Assemblea dei delegati del PLR ha quindi deciso di reagire approvando un documento programmatico volto a rafforzare la nostra sicurezza interna.

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Nell’attuale contesto mondiale instabile e incerto, è fondamentale rafforzare la Svizzera dal punto di vista militare e renderla più competitiva da quello economico. È quindi ovvio che l'esercito debba essere adeguatamente equipaggiato. Tuttavia, il Consiglio federale sta imboccando la strada sbagliata volendo imporre nuove tasse alla popolazione e alle PMI. Non possiamo permetterci di indebolire la competitività della Svizzera. Grazie al PLR esistono però altre soluzioni.

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Lo Stato non può più stare a guardare mentre i teppisti aggrediscono le forze dell'ordine, si infiltrano nelle manifestazioni pacifiche e causano danni per milioni di franchi a spese dei contribuenti. Il PLR lancia una petizione nazionale e chiede pene più severe contro questi teppisti.

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L'iniziativa sulla sostenibilità dell'UDC porterebbe al caos migratorio, economico e anche nella sicurezza. Questo testo porterebbe a un'immigrazione illegale incontrollata, mentre il personale sanitario e i lavoratori qualificati di cui il nostro Paese ha disperatamente bisogno non potrebbero più entrare in Svizzera. Il PLR si oppone fermamente e chiede un fronte unito per difendere la nostra sicurezza e la nostra prosperità.

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Investire nella nostra sicurezza è ormai una necessità. Mentre la guerra di Putin continua a minacciare l’Europa, la Svizzera ha più che mai bisogno di tutti gli aerei da combattimento F-35A necessari per garanitre la sua sicurezza. Ma il Consiglio federale esita, facendo così il gioco dei socialisti che vivono nel mondo delle favole.

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Il Gruppo PLR nazionale presenta una mozione per garantire finanze federali sane e proteggere il ceto medio, i pensionati e le PMI da futuri aumenti delle imposte. Il PLR si impegnerà con tutte le sue forze per frenare la continua crescita delle spese federali.

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L’iniziativa socialista della GISO sulle successione è stata nettamente respinta. Grazie all’impegno del PLR, le imprese familiari non saranno smantellate e il ceto medio non dovrà compensare massicce perdite fiscali. Tuttavia, l’iniziativa “Per un fondo per il clima”, che sarà sottoposta in votazione il prossimo 8 marzo, è già un’altra minaccia per il ceto medio.

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Il progetto del Consiglio federale presentato oggi non grantirà un’AVS sana e sostenibile. Anziché proporre soluzioni durature, questa presunta riforma prevede l’ennesimo aumento delle imposte e dei contributi. Il PLR si opporrà a qualsiasi riforma dell’AVS che punti esclusivamente sull’aumento delle entrate a scapito del ceto medio e delle PMI. Se necessario, lanceremo un referendum.

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Il Consiglio federale ha evitato il peggio. Invece di continuare ad imporci dazi doganali del 39%, il presidente americano Donald Trump si accontenta ora di un aumento «solo» del 15%. Il PLR si congratula con il Consiglio federale per questo successo parziale. Nei prossimi giorni occorrerà però esaminare attentamente quale sarà il prezzo di questo accordo.

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La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N) intende rendere più flessibili le disposizioni sull'esportazione di armi. In questo modo, si risponde alla richiesta che il PLR ribadisce dall'inizio della guerra in Ucraina per salvare numerose piccole e medie imprese (PMI) dal fallimento o dalla delocalizzazione.

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Contatti Comunicazione

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