Comunicati

Il PLR saluta la decisione del Consiglio federale, ma si interroga sulla mancanza di leadership all’UFSP

Con quanto annunciato oggi, il Consiglio federale ha dato prova di buon senso autorizzando diversi settori a riprendere dal 19 aprile - seppur parzialmente - le loro attività nel rispetto delle regole sanitarie. Continuando a rispettare le misure sanitarie in vigore, possiamo sperare in ulteriori allentamenti nelle prossime settimane. In numerosi cantoni la situazione della campagna di vaccinazione è tuttavia meno positiva e l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) denota una palese mancanza di leadership: è inaccettabile. Benché circa 2,4 milioni di dosi siano ormai a disposizione, non si osserva alcuna accelerazione tangibile nella campagna d’immunizzazione. L’obiettivo di vaccinare il 30% della popolazione entro fine aprile, richiesto esplicitamente nel nostro “piano dei 100 giorni”, è quindi destinato ad essere mancato. E le conseguenze per la società e l’economia sono immense.

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I delegati confermano il doppio No alle iniziative antipesticidi

L’Assemblea dei delegati straordinaria del PLR si è tenuta questa sera, ancora una volta, in modalità digitale. Nel corso dei lavori, i delegati hanno assicurato il loro sostegno alla legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo con 197 voti favorevoli, 52 contrari e 5 astenuti. Questa legge permettebbe in particolare all’Ufficio federale di polizia fedpol di disporre di strumenti supplementari e preventivi per proteggere la popolazione svizzera in modo adeguato di fronte alle minacce terroristiche. I delegati hanno poi respinto con 159 voti contro 69 e 3 astensioni la richiesta di libertà di voto sull’iniziativa “Acqua potabile pulita”. 

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La popolazione deve potersi vaccinare 7 giorni su 7 ed essere incitata a farlo

Il nostro piano d’azione dei 100 giorni “proteggere, indennizzare, vaccinare” ha quale obiettivo di assicurare un’uscita dalla crisi efficiente e rapida. Se le misure per proteggere e indennizzare vanno nella giusta direzione, la Svizzera si trova in una posizione molto critica nel campo delle vaccinazioni e del depistaggio. È quindi importante recuperare il terreno perso nei prossimi mesi e riuscire infine a sviluppare una visione a medio termine. Il PLR chiede a questo proposito che i vaccini siano disponibili per la popolazione nel maggior numero di centri possibili, sette giorni su sette. Per convincere la popolazione della necessità di insistere col depistaggio su larga scala e con una strategia di vaccinazioni rapide, la Confederazione deve imperativamente lanciarre una massiccia campagna d’informazione e sensibilizzazione. E se il registro di vaccinazione non dovesse essere operativo e funzionante entro fine giugno, i danni si misurerebbero in miliardi.

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Il PLR chiede che la Commissione della gestione apra un’inchiesta

Lo scorso fine settimana, il “caso Lonza” si è arricchito di nuove informazioni apparse sulla stampa. L’intervista pubblicata dalla NZZ am Sonntag, le recenti dichiarazioni dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e del Consigliere federale Alain Berset non hanno chiarito la situazione, contribuendo piuttosto ad aumentare la confusione. Soprattutto dopo aver appreso la scorsa settimana dei nuovi ritardi nel piano di vaccinazione, è quanto mai indispensabile fare la massima chiarezza su questo caso. Per questo motivo, in linea con quanto annunciato lo scorso 11 marzo, il PLR con una proposta chiede alla Commissione della gestione di aprire un’inchiesta sul caso, iniziando dall’audizione dei vari attori coinvolti.

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Il PLR chiede una gestione della crisi credibile

Una settimana dopo la chiusura della sessione primaverile delle Camere federali, il clima al Dipartimento federale dell’Interno (DFI) non si è rasserenato,  ma la Svizzera rimane lungi dall’essere preparata per una strateiga di vaccinazione a medio termine. Mentre i vaccini continuano ad essere il solo modo per tornare alla normalità, nessuno sembra volersi assumere le responsabilità per le gravi lacune emerse nelle scorse settimane. Di conseguenza, il PLR chiede un rafforzamento della gestione interdipartimentale della cisi, con lo scopo di accelerare la campagna di vaccinazione. Anche se le basi legali per un passaporto vaccinale e per la produzione dei vaccini attraverso un partenariato pubblico-privato sono state introdotte nella legge Covid-19 grazie al PLR, molte domande sulla strategia d’immunizzazione in atto rimangono senza risposta. È imperativo che la conferenza stampa annunciata dal DFI faccia luce su queste zone d’ombra.

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Il PLR chiede maggiore trasparenza sulla strategia di vaccinazione

A causa della situazione epidemiologica, il Consiglio federale ha adottato oggi una posizione ferma, scegliendo di rinunciare ad aperture generalizzate. Il PLR guarda criticamente a questa posizione. Con l’adozione in parlamento delle modifiche alla legge Covid-19, una base per misure di sostegno più mirate può ora essere costruita. Putroppo, appare chiaro ancora una volta come il Consiglio federale non sia ancora disposto a dare reali prospettive alla popolazione e alle aziende, come abbiamo richiesto nel nostro piano d’azione dei 100 giorni.

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La Svizzera si posiziona come partner commerciale sicuro

Nella sua seduta giornaliera, il Consiglio federale ha adottato la strategia che regolerà le future relazioni tra Svizzera e Cina. Il documento, redatto sotto la direzione del Consigliere federale Ignazio Cassis, definisce obiettivi e strumenti della politca svizzera nei confronti della Cina per il perioro 2021-2024. Il PLR.I Liberali Radicali accoglie con favore questa strategia governativa. Un documento che testimonia come la cooperazione, il commercio e il dialogo sono più fruttuosi rispetto all’isolamento e alla repressione. Una posizione che fa eco a quella presentata dal PLR ad inizio 2021.

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Età del pensionamento a 65 anni con compensazioni per le donne

A causa dell’evoluzione demografica, l’AVS registra anno dopo anno deficit sempre più importanti. Rimanere fermi su questo cantiere, significherà ritrovarsi nel 2030 con spese superiori alle entrate per 4,3 miliardi di franchi. È quindi nostro dovere batterci per assicurare pensioni dignitose anche alle generazioni future e garantire al contempo che nessuna riforma pesi solo sulle spalle dei giovani. Per questo motivo, il PLR è favorevole ad un’armonizzazione dell’età pensionabile a 65 anni, accompagnata dalle necessarie compensazioni per le donne toccate da questa misura, con particolare attenzione ai redditi più modesti. Analogamente, il PLR è disponibile ad accettare un innalzamento dello 0,3% dell’IVA, ma rifiuta categoricamente un aumento più marcato, che penalizzerebbe le giovani generazioni e graverebbe in modo eccessivo sull’economia. Infine, un innalzamento del tetto massimo delle rendite per le coppie sposate oggi è ingiustificato, visto che la situazione finanziaria dell’AVS non permette in alcun modo un’estensione delle prestazioni.

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PLR chiede che il ritmo dei vaccini aumenti e una strategia per il ritorno alla normalità

Il Consiglio federale ha annunciato oggi la messa in consultazione dei vari scenari per le prossime tappe degli allentamenti dopo il 22 marzo con l’obiettivo di migliorare la situazione in cui ci troviamo. Il governo tuttavia resta troppo vago a proposito delle tappe a medio termine verso un ritorno alla normalità. Questa indecisione, ancora una volta, rappresenta un ostacolo alla pianificazione per la popolazione, per le aziende e per l’ambito culturale. I passi annunciati oggi vanno comunque nella giusta direzione. Per il PLR, la ricetta per uscire dalla crisi passa dai vaccini e dai test. Con l’avvento della primavera e delle belle giornate, è importante ingranare la marcia superiore. A questo proposito, le risposte del Consiglio federale alle domande che abbiamo sollevato ieri a proposito dell’“Affaire Lonza” sono contraddittorie e lasciano aperte parecchie questioni.

 

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Il PLR chiede spiegazioni e soluzioni

L’articolo apparso oggi sulle colonne del Tagesanzeiger è un fulmine a ciel sereno. Secondo quanto pubblicato dal foglio zurighese, la Confederazione avebbe rifiutato, per ragioni oscure, un’offerta per poter implementare la propria linea di produzione di vaccini contro il Covid-19 in Svizzera. Il vaccino rappresenta la sola vera soluzione d’uscita dalla crisi e per questo la decisione della Confederazione è incomprensibile e scandalosa. Il PLR esige che il Consiglio federale e in particolare il Dipartimento federale dell’Interno (DFI) fornisca i necessari chiarimenti già nella conferenza stampa in programma domani. Anche gli organi di controllo parlamentari devono essere attivati attraverso la Commissione della gestione (CG) o la Delegazione delle Commissioni della gestione (DELCDG) o se necessario attraverso una Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI).

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Il PLR sostiene l’aumento degli aiuti, ma con linee guida chiare

Nella sua seduta speciale di oggi, i Consiglieri nazionali del gruppo liberale-radicale alle Camere federali ha discusso gli emendamenti alla legge Covid-19, che saranno trattati dapprima  in Consiglio nazionale. Tra i molti punti discussi, particolare interesse ha suscitato l’introduzione di un sistema di coordinamento con indicatori chiari per affrontare l’emergenza. Questo strumento, richiesto dal PLR fin dall'aprile 2020, assicura prospettive chiare alla popolazione e alle imprese. Per quanto riguarda il nocciolo di questa proposta, cioè l'estensione delle misure per i casi di rigore e di accesso al lavoro ridotto, la maggioranza del gruppo appoggia la strada intrapresa dal Consiglio degli Stati. Malgrado un aumento rispetto alla proposta del Consiglio federale, deve essere mirata e non deve essere utilizzata con il classico sistema ad annaffiatoio. In questo contesto, il 3 febbraio di quest'anno, abbiamo presentato il nostro piano d'azione per i prossimi 100 giorni.

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Il No all’e-ID è una sconfitta per la digitalizzazione

Il si popolare all’accordo di libero scambio con l'Indonesia segna l'entrata in vigore di un trattato pionieristico, che apre nuove opportunità alle PMI svizzere, ciononostante il risultato solleva qualche inquietudine. Gli accordi di libero scambio, infatti, sono e restano fondamentali per la Svizzera e rappresentano una base importante per la nostra prosperità e qualità di vita. Per contro, il rifiuto in votazione dell'identificazione elettronica (e-ID) è deplorevole, perché significa per la Svizzera una perdita importante di tempo in termini di progresso digitale. Questo “no” arriva inoltre in un momento in cui sarebbe ancora più importante avere a disposizione soluzioni innovative. L'iniziativa per il sì al burqa combatte un falso problema con una soluzione sbagliata, limitando l'autonomia dei cantoni. Da un punto di vista liberale, questo non è il modo migliore di procedere.

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Più aiuti per le aziende difficoltà, ma niente aperture domenicali supplementari

Il Consiglio degli Stati ha accolto oggi un emendamento alla legge Covid-19. Punto centrale è il fatto che le imprese svizzere colpite dal blocco delle attività riceveranno più sostegno attraverso l'espansione dei contributi a fondo perso. I membri PLR del Consiglio degli Stati si sono battuti con successo per un sostegno mirato esteso anche alle grandi imprese, grazie ad un sistema che protegge anche dagli abusi. Inoltre, la revoca del termine di preannuncio del lavoro ridotto è stato esteso ancora una volta e anche le aziende fondate prima del 1° ottobre 2020 potranno richiedere gli aiuti straordinari. Il PLR accoglie con favore queste decisioni, ma è deluso dal fatto che l'estensione delle aperture domenicali sia stata respinta. Spetta ora al Consiglio Nazionale far si che questa richiesta di molte PMI possa fare breccia.

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La proposta di buoni media per i giovani è respinta dalla sinistra

L'industria dei media sta attraversando tempi difficili a causa del calo delle entrate pubblicitarie e del crescente consumo di informazioni online. Un sostegno finanziario rapido è quindi necessario. Tuttavia, in entrambi le Camere, il pacchetto di aiuti ai media rimane una questione controversa. Nel settembre 2020, al Consiglio nazionale, il centro-sinistra si è opposto a un aiuto rapido alla stampa. L'eventuale sostegno finanziario diretto ai media online resta il nocciolo della questione. In alternativa, il PLR ha proposto di offrire buoni per l’accesso ai media ai giovani. Questa soluzione avrebbe avuto il vantaggio di garantire ai futuri fruitori dei media voce in capitolo su ciò che vogliono consumare, ma è stata avversata da una maggioranza di sinistra.

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Rafforziamo la piazza finanziaria svizzera

I liberali radicali sono soddisfatti dopo che la revisione della legge sul riciclaggio di denaro è stata salvata in dirittura d'arrivo e che grazie ai compromessi si sia potuta scongiurare un'alleanza contro natura tra destra e sinistra con il conseguente fallimento finale della revisione. Con questa modifica, la Svizzera riesce ora a soddisfare gran parte delle raccomandazioni della FINMA e rispettare così i parametri in vigore a livello internazionale. Paradossale e incomprensibile è il rifiuto dell’inasprimento delle norme sul riciclaggio di denaro da parte del PS e dei Verdi. 

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AVS21 - La proposta della CSSS-S non ha il sostegno della maggioranza

La proposta di riforma dell'AVS 21 deve garantire l'equilibrio finanziario dell'AVS fino al 2030 e mantenere adeguato il livello delle prestazioni di vecchiaia. A causa dell'evoluzione demografica, l'AVS registra ogni anno deficit sempre più grandi.  Il PLR si oppone a una riforma che va a scapito dei giovani e sostiene invece una compensazione reale e mirata per le donne. Vista la situazione finanziaria dell'AVS e l'urgenza della riforma, la proposta deve concentrarsi solo sugli elementi essenziali per mantenere il livello delle prestazioni e garantire il finanziamento dell'AVS. Un'espansione delle prestazioni con un aumento del fondo forfettario per i coniugi è quindi fuori questione.

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I risultati del voto online dei delegati PLR

A causa di problemi tecnici, i delegati PLR non hanno potuto votare correttamente i punti all'ordine del giorno dell’assemblea di ieri. Per rendere il processo equo e trasparente, è stato quindi deciso di consentire loro di votare online su tutti i punti previsti fino alle 17:00 di oggi. I delegati hanno accettato la legge Covid-19 con 310 sì, 55 no e 13 astensioni. L'iniziativa "Acqua potabile pulita e cibo sano. No alle sovvenzioni per l’impiego di pesticidi e l’uso profilattico di antibiotici" è invece stata respinta con 202 no, 165 sì e 11 astensioni, così come l'iniziativa "Per una Svizzera senza pesticidi di sintesi", bocciata con 318 no, 52 sì e 8 astensioni. La richiesta che i delegati - e non solo la Conferenza dei presidenti cantonali del PLR - possano prendere posizione sul referendum alla legge antiterrorismo ha registrato il risultato seguente: 177 sì, 177 no e 25 astensioni. Per permettere a tutti i delegati di esprimersi sul tema, il PLR comunicherà a breve la data di un’assemblea straordinaria.

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A causa di problemi tecnici, i risultati delle votazioni saranno annunciati domani sera.

I delegati PLR hanno partecipato oggi alla prima assemblea online dell'anno. La Presidente, Petra Gössi, ha aperto l'Assemblea ricordando l'importanza della responsabilità individuale e della libertà, e chiedendo a tutti i liberali radicali il massimo impegno affinché la Svizzera rimanga un Paese aperto e lungimirante. Le donne del PLR hanno dal canto loro presentato l’iniziativa popolare per la tassazione individuale, una prima storica. Anche i due consiglieri federali PLR, Karin Keller-Sutter e Ignazio Cassis, sono intervenuti all’Assemblea. Purtroppo, a causa di problemi tecnici, i risultati delle votazioni dei delegati sui temi in votazione federale a giugno sono stati rinviati a domani.

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