I partiti e le ONG di sinistra scendono in campo a favore di un’iniziativa che cancellerebbe posti di lavoro in Svizzera e indebolirebbe notevolmente le nostre imprese e le nostre PMI (subappaltatori). I promotori dell’iniziativa chiedono ancora più regolamentazioni e controlli statali, il che costituirebbe un enorme svantaggio competitivo per il nostro Paese. Con questo testo, la Svizzera imporrebbe di propria iniziativa ulteriori vincoli alle proprie imprese.
Una situazione economica già complicata
Il numero di fallimenti è in aumento da anni e la Confederazione ha annunciato un triste nuovo record per il 2025: oltre 17’000 aziende svizzere hanno chiuso i battenti.
Benjamin Mühlemann, copresidente del PLR: «Con questa iniziativa, la sinistra e le ONG gettano benzina sul fuoco. Mettono a repentaglio innumerevoli posti di lavoro.» Basta osservare la drammatica situazione in Francia o in Germania per capire cosa può causare, in pochissimo tempo, una cattiva politica economica. Ancora il consigliere agli Stati del PLR: «Non permetteremo che migliaia di persone perdano il lavoro. Il PLR respinge categoricamente questa iniziativa.»
Un controprogetto non porterebbe a nulla
Anche la posizione del Consiglio federale risulta poco comprensibile. Invece di eliminare gli ostacoli e alleggerire il carico sulle imprese - e di conseguenza sui posti di lavoro – il governo fa un passo verso gli autori dell’iniziativa, proponendo un controprogetto. Questo ci condurrebbe però nella stessa direzione sbagliata: più regolamentazione, costi più elevati e minore competitività.
Eppure, il Consiglio federale dovrebbe sapere che proprio la piazza economica svizzera è sotto pressione non solo a causa dei prezzi elevati dell’energia o delle politiche del presidente americano, ma anche a causa di scelte di politica interna. La sinistra e il Centro prevedono di imporre oneri supplementari attraverso aumenti dei prelievi salariali e dell’IVA per finanziare la 13a AVS e per mascherare i problemi dell’AI. Altri progetti onerosi, come una rendita AI supplementare e un ulteriore ampliamento dell'AVS, sono già in fase di elaborazione all'interno dei partiti di sinistra e del Centro.
In un contesto del genere, non è opportuno adottare nuove leggi che indeboliscano ulteriormente la svizzera come piazza industriale. Il PLR si rifiuta di distruggere posti di lavoro e respinge con fermezza sia l’iniziativa sia il controprogetto.