«O accettate l’aumento degli oneri per finanziare la 13ª AVS, oppure vi presenteremo semplicemente lo stesso conto al momento della prossima riforma.» È più o meno così che si possono riassumere il progetto AVS e la strategia presentati oggi dal Consiglio federale.
È degno di nota il fatto che il Consiglio federale sappia da tempo che non solo il PLR, ma anche una netta maggioranza della popolazione respinge questi aumenti fiscali. Secondo un sondaggio, il 66% si dichiara contrario a un aumento dell’IVA per finanziare la 13a AVS. Ciononostante, il Consiglio federale va avanti come se non ne avesse mai sentito parlare.
Ciò che è già emerso in occasione del progetto sull’esercito presentato di recente e ormai politicamente senza speranze, sembra diventare sempre più una prassi a Berna: i segnali provenienti dalla popolazione e dai partiti vengono presi in considerazione – e poi ignorati.
Giù le mani dal Secondo Pilastro!
Dal punto di vista della stabilità dell’AVS, è particolarmente problematico il fatto che il Consiglio federale, oltre ai miliardi già previsti – ma politicamente tutt’altro che garantiti – derivanti dall’aumento dell’IVA e dalle ritenute salariali, presenti quali soluzioni soltanto entrate supplementari, pari a circa 600 milioni di franchi all’anno. Questo approccio è sbagliato e non è sufficiente per un risanamento sostenibile dell’AVS.
Il progetto contiene misure che sembrano essere state messe insieme all'ultimo istante. Ad esempio l'intervento nel Secondo pilastro con il previsto aumento dell'età minima per il pensionamento anticipato da 58 a 63 anni. Ciò ricorda i piani, recentemente falliti, per una maggiore tassazione del Secondo e del Terzo pilastro: molta incertezza, ma nessuna vera riforma. Invece di intervenire sempre sulla libertà di scelta e sulla previdenza delle persone, occorrono finalmente misure che alleggeriscano il carico di chi desidera lavorare più a lungo di propria iniziativa.
Non possiamo andare avanti così
Il PLR chiede un risanamento sostenibile del primo pilastro. L’AVS ha bisogno di un freno all’indebitamento. Se il finanziamento dovesse andare fuori equilibrio per diversi anni, almeno la metà del deficit dovrà essere compensata con misure strutturali, ad esempio un moderato adeguamento dell’età pensionabile. Si tratta di una soluzione più onesta rispetto all’imposizione di nuovi oneri a lavoratori, famiglie e PMI.
La popolazione rischia oggi di finire in una spirale infinita di nuovi prelievi. Il PLR si opporrà a qualsiasi riforma dell’AVS che gravi unilateralmente sul ceto medio e sulle PMI.