L’apertura tecnologica ha la meglio

Il Parlamento ha seguito il PLR, revocando il divieto tecnologico in ambito energetico. Questa decisione crea le condizioni necessarie per una politica energetica adeguata al forte aumento della domanda di elettricità. Per un approvvigionamento affidabile e accessibile, sono necessarie tutte le fonti energetiche. Il PLR chiede ora che lo sviluppo dell’energia solare, idroelettrica ed eolica venga sistematicamente accelerato.

Energia elettrica accessibile e sicura e una Svizzera a emissioni zero di CO₂ per le generazioni future: il PLR si impegna con determinazione a favore di questi tre obiettivi ormai da anni. È proprio per questo che il PLR si è schierato anche a favore dell’apertura a tutte le tecnologie in materia di politica energetica. La decisione odierna del Parlamento di revocare questo divieto tecnologico pone fine a una situazione di stallo ideologico che ha paralizzato la Svizzera per anni.

Garantiamo il nostro fabbisogno energetico in inverno

Il Politecnico federale di Zurigo (ETHZ) prevede un aumento del consumo di elettricità dai circa 60 terawattora attuali a circa 90 terawattora entro il 2050. La digitalizzazione, l’intelligenza artificiale, il crescente fabbisogno di energia elettrica dell’industria e l’elettrificazione dei trasporti stimolano la domanda. Il consigliere nazionale Cyril Aellen ha dichiarato: «La decisione odierna apre la strada a una politica energetica che tiene conto della realtà di una domanda di elettricità in costante aumento. Il nostro impegno di lunga data ha dato i suoi frutti».

Basta ostacoli

La decisione del Parlamento non sarà tuttavia sufficiente a garantire pienamente il nostro fabbisogno futuro di energia elettrica. Infatti, anche in caso di vittoria in un eventuale referendum su questo tema, la carenza di energia elettrica che incombe non potrà essere colmata dall’oggi al domani. È quindi essenziale proseguire lo sviluppo dell’energia idroelettrica, di quella solare ed eolica. Affinché questo sviluppo abbia più successo rispetto agli ultimi anni, le associazioni ambientaliste infiltrate dalla sinistra devono rinunciare alla loro politica di ostruzionismo. Allo stesso modo, le centrali nucleari esistenti devono rimanere collegate alla rete fintanto che possono essere gestite in tutta sicurezza. Le basi necessarie sono già sul tavolo grazie al postulato PLR 23.4152, presentato dal Consigliere agli Stati Thierry Burkart.

Per una politica energetica pragmatica e ragionevole

La decisione odierna segna un passo importante verso una politica energetica che punta su tutte le tecnologie. Damien Cottier, capogruppo PLR alle Camere federali, si dice fiducioso in vista del prossimo referendum : « La gente si rende ormai conto che la strategia energetica dell’ex consigliera federale Doris Leuthard non funziona, alcune premesse erano errate e da allora il mondo è molto cambiato. Siamo convinti che la popolazione svizzera voglia una politica energetica pragmatica e ragionevole, senza divieti tecnologici».