Diciamo NO al caos!

Un’ampia alleanza mette in guardia dalle conseguenze dell’iniziativa dell’UDC che «farebbe precipitare la Svizzera nel caos a livello economico, di sicruezza e migratorio» 

 

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Photo: FDP Schweiz / PLR Suisse.

Berna, 9 marzo 2026 – Numerosi rappresentanti del mondo politico ed economico hanno messo in guardia dalle conseguenze disastrose dell'«iniziativa per la sostenibilità» promossa dall’UDC. Il testo prevede di limitare la popolazione residente permanente in Svizzera a 10 milioni di persone. Gli oppositori sono unanimi: questo tetto rigido porterebbe al caos entro tre o quattro anni, poiché minaccerebbe gravemente la nostra prosperità, la nostra sicurezza, il nostro sistema sanitario e la nostra agricoltura. Inoltre, questa iniziativa mette esplicitamente a repentaglio gli accordi bilaterali. In un mondo sempre più imprevedibile, la Svizzera ha bisogno di relazioni stabili e di partenariati affidabili.

Viviamo in un mondo instabile e incerto, in cui il protezionismo, le guerre e gli sconvolgimenti tecnologici pongono la Svizzera davanti a grandi sfide. In questo momento, la stabilità politica rappresenta la nostra migliore risorsa, ma l'iniziativa del caos dell'UDC la mette a repentaglio. Non appena la soglia dei 9,5 milioni di abitanti fosse superata, il Consiglio federale dovrebbe già adottare misure drastiche. A partire dal 2031 circa, le conseguenze potrebbero essere gravi: la Svizzera diventerebbe meno sicura, il nostro sistema sanitario sarebbe indebolito e il nostro potere d'acquisto diminuirebbe. Le regioni periferiche, i pensionati e i commercianti sarebbero particolarmente colpiti da un'economia svizzera pianificata attraverso un sistema di contingenti estremamente burocratico.

 

Un mercato del lavoro che piomberebbe nel caos

Il nostro Paese ha bisogno dell'immigrazione per ovviare alla carenza di manodopera qualificata. Si tratta di una condizione imprescindibile per mantenere la nostra qualità di vita. Circa 1,7 milioni di stranieri lavorano nel nostro Paese, in particolare nei settori della sanità, dei servizi, dell'ospitalità alberghiera e della ristorazione, dell'edilizia e della ricerca.

La carenza di manodopera qualificata colpisce in particolare i settori che già riscontrano difficoltà nel reperire personale, come gli ospedali, le case di cura e i servizi di assistenza e cura a domicilio. Di conseguenza, gli interventi chirurgici vengono rinviati e i tempi di attesa si allungano. Anche i settori dell'edilizia, dei trasporti, della ristorazione, del turismo e dell'agricoltura dipendono da manodopera qualificata. In assenza di quest'ultima, i progetti subiscono ritardi e i servizi diventano più costosi o addirittura scompaiono.

 

Un caos economico e di sicurezza

L'iniziativa dell'UDC mette a repentaglio la via bilaterale e compromette i nostri accordi di libero scambio in tutto il mondo. A causa della clausola ghigliottina, la sua accettazione comporterebbe automaticamente la risoluzione degli accordi bilaterali I e metterebbe in discussione anche gli accordi di Schengen/Dublino, che fanno parte del pacchetto di accordi bilaterali II. Si tratta di una mossa irresponsabile dal punto di vista economico e della sicurezza. L'UE è e rimane il nostro principale partner commerciale.

Inoltre, senza il sistema d'informazione Schengen, le forze dell'ordine perderebbero uno strumento essenziale nella lotta contro la criminalità transfrontaliera, l'immigrazione clandestina, la mafia e il terrorismo. Allo stesso tempo, le nostre frontiere sarebbero travolte dal traffico e dalla burocrazia. La Svizzera non sarebbe più vincolata al sistema d’asilo dell'UE e diventerebbe quindi l'ultima speranza per tutti i richiedenti l’asilo del continente. Infatti, la denuncia dell'accordo di Dublino consentirebbe a ogni migrante la cui domanda di asilo è stata respinta in Europa di presentarne una seconda in Svizzera.

 

Il caos per la nostra AVS

Questa iniziativa ignora la realtà demografica. La nostra popolazione sta invecchiando rapidamente: ogni anno oltre 20.000 persone lasciano il mercato del lavoro senza essere sostituite dai giovani. Allo stesso tempo, senza immigrazione, il finanziamento dell'AVS è sottoposto a una pressione ancora maggiore. Se il numero di persone attive che versano contributi diminuisce, il rapporto tra contribuenti e pensionati continua a deteriorarsi. Di conseguenza, sarà necessario aumentare le trattenute salariali o procedere a nuove riforme dell'AVS.

Questo testo dell'UDC non risolve alcun problema, ma ne crea di nuovi. In questi tempi incerti, la Svizzera ha più che mai bisogno di relazioni stabili e di una gestione pragmatica dell'immigrazione. Per questo motivo, un'ampia alleanza composta da esponenti del mondo economico e politico raccomanda di votare chiaramente NO il 14 giugno.

 

NO ad un’iniziativa che farebbe precipitare nel caos la Svizzera

Pierre-Yves Bonvin, Direttore generale di STEIGER PARTICIPATIONS SA, azienda industriale orientata all’esportazione: «La libera circolazione delle persone non è un concetto teorico per Steiger SA, ma una necessità esistenziale. Senza di essa, la mia azienda non potrebbe più produrre in Svizzera.»

Yvonne Bürgin, Consigliera nazionale e capogruppo del Centro : «Le preoccupazioni relative all'evoluzione demografica meritano risposte serie. Tuttavia, introdurre un tetto massimo rigido ostacolerebbe proprio quei lavoratori qualificati di cui le nostre aziende hanno bisogno.»

Nik Gugger, Consigliere nazionale PEV: «Un tetto massimo rigido non ha nulla a che vedere con la sostenibilità. È una questione di economia pianificata e burocrazia».

Cédric Guillod, agricoltore e viticoltore : «Questa iniziativa complicherebbe il reclutamento, ridurrebbe la nostra capacità produttiva e aumenterebbe la nostra dipendenza dalle importazioni. Non si tratta di sovranità alimentare, ma piuttosto del contrario».

Jacqueline de Quattro, Consigliera nazionale PLR : «Il turismo, così come il settore alberghiero e della ristorazione, dipende dalla manodopera qualificata. Questa iniziativa minaccia il ristorante all'angolo, il bar di paese e l'hotel di montagna».

Patrick Hässig, Consigliere nazionale PVL e infermiere, a proposito del nostro sistema sanitario : «Questa iniziativa è pericolosa. Un limite rigido alla popolazione e la fine della libera circolazione delle persone porteranno il nostro sistema sanitario al collasso».

Lukas Kurmann, Consigliere comunale (PLR) di Aadorf e Direttore di una casa di cura: «Nella lotta per il personale di cura, le regioni periferiche saranno le grandi perdenti. I costi aumenteranno e saranno i contribuenti e gli assicurati a pagarne il prezzo».

Benjamin Mühlemann, Consigliere agli Stati e copresidente del PLR : «Imponendo un tetto rigido all'economia, si rischia di aumentare i costi e ridurre le prestazioni alla popolazione. Si tratta di una violazione del contratto tra le generazioni».

Alexander Ott, ex capo della polizia degli stranieri a Berna, in merito alla sicurezza: «Senza il sistema d'informazione Schengen, la polizia svizzera non sarebbe più in grado di combattere efficacemente i ladri, le organizzazioni criminali e i trafficanti di esseri umani».

 

Contatti :

Alleanza «NO all’iniziativa del caos!»
c/o PLR. I Liberali Radicali svizzeri
Neuengasse 20
3011 Berna
www.non-chaos.ch
info@non-chaos.ch