La Svizzera non può permettersi di respingere un accordo che riveste un’importanza cruciale per la diversificazione delle sue relazioni economiche. Sarebbe irresponsabile, in particolare in un momento in cui i nostri posti di lavoro e le nostre PMI sono già fortemente sotto pressione a causa dei dazi americani, dei prezzi dell'energia e del franco forte.
Per questo motivo, il PLR ha votato all’unanimità a favore dell’accordo con il Mercosur in Consiglio nazionale. Ma una coalizione composta dal PS e dai Verdi e sostenuta da rappresentanti dell’UDC e del Centro, ha avuto l’ultima parola. Ecco i cinque motivi principali per cui invitiamo questi partiti a riconsiderare la loro posizione entro la seduta della Commissione di politica estera del Consiglio degli Stati, prevista per il 13 agosto 2026.
1. L’accordo con il Mercosur rafforza l’indipendenza della Svizzera
Come ci ha brutalmente ricordato Donald Trump, la diversificazione dei partner economici è vitale per un’economia aperta al mondo come quella della Svizzera. L’UDC lo ripete del resto urbi et orbi quando si tratta delle nostre relazioni bilaterali con l’UE e lo ha persino scritto nero su bianco nel suo programma: «La Svizzera deve intensificare i propri sforzi per commerciare su un piano di parità con tutti gli Stati e le organizzazioni e non concentrarsi unilateralmente sull’UE.» [1]
Nonostante questa posizione chiaramente enunciata nel programma, solo una piccola maggioranza dei Consiglieri nazionali democentristi ha votato a favore dell’accordo con il Mercosur, tra di essi, il presidente del partito e agricoltore Marcel Dettling. Purtroppo, oltre 20 altri Consiglieri nazionali UDC hanno fatto fronte comune con la sinistra. Ricordiamo che un’eventuale bocciatura dell’accordo con il Mercosur metterebbe la Svizzera in una posizione di svantaggio rispetto ai Paesi europei, poiché l’UE ha già concluso un accordo di questo tipo.
2. L’accordo con il Mercosur salvaguarda la nostra prosperità
L’accordo con il Mercosur - un mercato che conta circa 270 milioni di consumatori - riveste un’importanza fondamentale per un’economia orientata alle esportazioni come la nostra. In un mondo instabile e in rapida evoluzione, è essenziale che la Svizzera riduca la propria dipendenza economica dagli Stati Uniti e dall’UE.
Ciononostante, il Centro ha fatto naufragare l’accordo in Consiglio nazionale. Invitiamo quindi il partito a dare fiducia al proprio Consigliere agli Stati Erich Ettlin, che ha dichiarato: «Un’economia sana è il fondamento del modello svizzero di successo. Grazie alle sue numerose PMI performanti, l’economia svizzera è molto ben posizionata, anche a livello internazionale.»[2]
3. L’accordo con il Mercosur garantisce i nostri posti di lavoro
Solo lo scorso anno, nel settore tecnologico svizzero sono andati persi oltre 6.000 posti di lavoro, come ha recentemente comunicato l’associazione di categoria Swissmem.
Molti altri posti di lavoro sono a rischio. L’accordo con il Mercosur rappresenterebbe un barlume di speranza per tutte le PMI e le imprese che stanno già pianificando ulteriori tagli. Va da sé che, senza un fatturato solido, anche la maggior parte degli aumenti salariali verrà cancellata.
Eppure, il Partito socialista - che nel proprio ultimo programma ha scritto a chiare lettere che «un lavoro adeguatamente retribuito è il miglior mezzo per combattere la povertà», ha votato contro gli accordi con il Mercosur e la Malesia.[3] Invitiamo insomma i socialisti ad approfittare della pausa estiva per rileggere il proprio programma.
4. L’accordo con il Mercosur avrà un impatto limitato sull’agricoltura
La Svizzera è orgogliosa dei propri agricoltori e delle proprie agricoltrici ed è loro grata per il prezioso lavoro che svolgono al servizio della collettività, del territorio e dell’ambiente. L’accordo con il Mercosur prevede contingenti per l’importazione in Svizzera di prodotti agricoli sensibili, tra cui carne e vino. Secondo il Consigliere federale UDC Guy Parmelin - egli stesso agricoltore e viticoltore di formazione - l’impatto sul settore agricolo sarebbe «limitato» e la Svizzera potrà continuare a gestire i contingenti in modo autonomo.[4] Solo un tessuto economico forte e diversificato permette alla popolazione di acquistare prodotti alimentari svizzeri. La buona salute economica del nostro Paese, che dipende in larga misura dai nostri scambi con l’estero, evita inoltre alla Confederazione di dover procedere a tagli proprio nella politica agricola.
Detto questo, comprendiamo ovviamente le preoccupazioni del settore agricolo. È per questo motivo che il nostro gruppo parlamentare ha approvato all’unanimità una mozione che obbliga il Consiglio federale a presentare modelli concreti di compensazione per l’agricoltura. Siamo del resto l’unico gruppo ad averlo fatto.
5. L’accordo con il Mercosur aiuta i Paesi in via di sviluppo
Opponendosi alla crescita e al libero scambio, il PS e i Verdi mettono a rischio non solo i nostri posti di lavoro, ma anche lo sviluppo dei Paesi poveri, realtà di cui si vantano continuamente di preoccuparsi. Senza scambi commerciali internazionali, non c’è prosperità per nessuno.
Il PLR invita i Verdi a rileggere le dichiarazioni sull’accordo Mercosur-UE di Marina Silva, attivista ambientalista ed ex ministra brasiliana dell’Ambiente e dei Cambiamenti climatici (2023-2026) sotto la presidenza Lula, che ha dichiarato in un comunicato ufficiale del suo ministero: «I negoziati hanno portato a un testo equilibrato, che risponde alle attuali sfide ecologiche, sociali ed economiche.»[5] L’ecologista sudamericana ha perfettamente ragione, perché sono proprio gli accordi di libero scambio a rendere vincolanti molte norme ambientali e sociali.
[1] Programma dell’UDC, 2023-2027
[2] Sito web del consigliere agli Stati centrista Erich Ettlin