Un esercito forte per una Svizzera sicura

Il nostro esercito deve essere rafforzato con urgenza. Su questo punto non c’è praticamente alcun dibattito, tranne che tra i partiti che si ostinano nella loro posizione antimilitarista. Possiamo modernizzare l’esercito senza imporre nuove tasse alla popolazione. Ieri sera, al Consiglio degli Stati, solo il PLR ha difeso questa posizione. Ora spetta al Consiglio nazionale correggere il tiro. In caso contrario, difenderemo la nostra posizione davanti al popolo: SÌ a un esercito forte, NO a nuove tasse!

Ieri sera al Consiglio degli Stati, senatori di ogni orientamento politico hanno a lungo messo in guardia sulle gravi lacune della nostra difesa nazionale. Al momento di passare dalle parole ai fatti, tuttavia, la maggioranza della Camera alta ha abbandonato il nostro esercito. Anziché cercare i mezzi necessari all’interno di un bilancio della Confederazione che sfiora già i 90 miliardi di franchi e dovrebbe presto raggiungere i 100 miliardi, ha preferito aumentare l’IVA.

I sostenitori dell’aumento dell’IVA – soprattutto del Centro e dell’UDC - sembrano tuttavia consapevoli che il loro progetto è destinato al fallimento. Ecco perché vogliono rinviare la votazione popolare sull’aumento dell’IVA alle calende greche, ovvero dopo le elezioni federali. Distribuire denaro senza averne garantito il finanziamento, grande specialità del PS, è molto rischioso. L’esempio della 13a AVS ne è un esempio lampante. Presentata all’epoca come un regalo alla popolazione, oggi dovrebbe essere finanziata con un aumento dell’IVA – cosa che il PLR combatte con tutte le sue forze. 

Va comunque sottolineato un aspetto positivo: la posizione del PLR sta già producendo i suoi effetti, poiché traspare dalla proposta stessa dei sostenitori dell’aumento delle imposte al Consiglio degli Stati. Tale proposta prevede infatti che, se il riarmo dell’esercito venisse approvato ma l’aumento delle imposte previsto fosse respinto dal popolo, il riarmo verrebbe comunque realizzato. I fondi necessari verrebbero semplicemente risparmiati nel bilancio della Confederazione. Esattamente come il PLR chiede fin dall’inizio.

Ma allora, perché non farlo direttamente? I partiti favorevoli agli aumenti delle imposte intendono forse alimentare il nuovo fondo per l’esercito prelevando al contempo quei fondi da altre voci del bilancio militare, ad esempio a scapito del già deciso rafforzamento delle spese militari pari all’1% del PIL? Il PLR non si presterà a questo genere di giochi di prestigio. È giunto il momento che lo Stato si concentri finalmente sulla sicurezza, un compito essenziale, e stabilisca le priorità nel proprio bilancio. La nostra posizione è chiara: Sì alla sicurezza della Svizzera. No a nuove tasse. Gli altri partiti che si definiscono di centro-destra e di destra sono sotto osservazione.

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