Il Consiglio federale ha presentato oggi i suoi piani per un rapido riarmo e per l’ammodernamento dell'esercito, necessari in un contesto geopolitico sempre più instabile. Il governo è infatti consapevole che l'esercito svizzero non è attualmente in grado di garantire la difesa del Paese. In futuro saranno quindi investiti 2,8 miliardi di franchi supplementari l’anno nella nostra sicurezza.
Questa misura era attesa da tempo e il PLR sostiene la concessione di questi mezzi supplementari. Jacqueline de Quattro, Consigliera nazionale e presidente della Commissione della politica di sicurezza: «La Svizzera deve svegliarsi. In Germania, droni non identificati hanno sorvolato l'aeroporto di Monaco; in Polonia, le ferrovie vengono distrutte con l'uso di esplosivi; e Putin sta già conducendo una guerra ibrida in Svizzera. In un momento in cui il diritto internazionale si sta sgretolando e la NATO vacilla, il nostro Paese deve reagire senza indugio. Aggiunge ancora de Quattro: «La guerra è tornata in Europa. Anche coloro che preferirebbero abolire le nostre forze armate devono ora pronunciarsi a favore di un esercito moderno e in grado di difendere la Svizzera, vista la situazione geopolitica».
SI alla sicurezza, NO ad un aumento dell’IVA
I mezzi di cui l'esercito ha urgentemente bisogno non devono però essere finanziati attraverso nuove tasse. Il PLR respinge quindi il previsto aumento dello 0,8% dell'imposta sul valore aggiunto (IVA). Benjamin Mühlemann, copresidente: «I politici che chiedono istintivamente nuove tasse agiscono in modo irresponsabile nei confronti dei contribuenti, ma anche nei confronti dello stesso esercito». Infatti, la popolazione non accetterà l'ennesimo aumento dell'IVA fintanto che la Confederazione continuerà a spendere denaro a tutto spiano e si rifiuterà di stabilire chiare priorità di bilancio. Ancora Mühlemann: «Considerando la minaccia dei dazi doganali americani, i crescenti rischi di recessione e le migliaia di posti di lavoro a rischio, non dobbiamo in alcun modo rischiare di soffocare la nostra economia».
Il PLR non è nemmeno disposto ad indebolire il freno all'indebitamento. Benjamin Mühlemann: «Il PLR è ormai l'unico partito a non voler aumentare le tasse né svuotare di significato il meccanismo del freno all'indebitamento. È preoccupante constatare come tutti gli altri partiti intendano far pagare alle generazioni future il prezzo dei problemi attuali».
Proteggiamo la Svizzera senza creare nuove imposte
Molti politici nel nostro Paese hanno valutato in modo errato l’attuale situazione geopolitica. Per decenni la Svizzera ha ridotto all'estremo le spese militari per soddisfare ogni sorta di desiderio. Ora è necessario stabilire chiare priorità di bilancio e garantire la nostra sicurezza. La mozione del consigliere agli Stati PLR Josef Dittli («Garantire gli investimenti strategici dell'esercito fino al 2035») offre una soluzione concreta. Il consigliere agli Stati Dittli, esperto in questioni di sicurezza, propone che la Confederazione venda una parte delle sue azioni Swisscom, conservando però una minoranza di blocco per preservare il suo diritto di veto sulle decisioni importanti. In secondo luogo, una parte degli utili annuali della Banca nazionale dovrebbe essere utilizzata per il riarmo urgente dell'esercito.
Josef Dittli : «La sicurezza della popolazione di questo Paese non è negoziabile. Dobbiamo riorganizzare l'esercito con urgenza, senza aumentare l'IVA. Il popolo non accetterà mai un aumento dell'IVA finché Berna non adotterà finalmente misure di efficienza».
I politici del Centro e della destra dello schieramento politico, che istintivamente chiedono nuove tasse non appena si manifestano esigenze finanziarie, non sono credibili. Possiamo garantire la sicurezza del Paese senza gravare sul portafoglio del ceto medio e delle PMI.