Il Consiglio federale respinge l’iniziativa dell’UDC “Per la protezione delle frontiere”, un testo che impoverirebbe la Svizzera e la renderebbe meno sicura. In un messaggio di rara chiarezza, il Governo federale illustra le numerose conseguenze negative dell’iniziativa attraverso dei fatti chiari.
1. Costerebbe caro e a pagare sarebbero soprattutto le famiglie
In un rapporto pubblicato oggi in risposta al postulato 24.3946, il Consiglio federale indica per la prima volta quanto costerebbe l’iniziativa dell’UDC, calcolando le conseguenze di un’uscita della Svizzera da Schengen-Dublino. In caso di approvazione dell’iniziativa e la fine degli Accordi Schengen-Dublino, il prodotto interno lordo svizzero diminuerebbe fino al 3,9%, poiché la circolazione di merci e persone sarebbe ostacolata. A ciò si aggiungerebbero importanti costi supplementari per il personale federale e le spese causate dal caos del traffico stradale.
Complessivamente, il Consiglio federale stima un danno economico fino a 16,1 miliardi di franchi. Questo importo, rapportato alla popolazione, equivale a una perdita di reddito di circa 1'300 franchi all’anno per persona. Per una famiglia di quattro persone, la perdita ammonterebbe a circa 5'200 franchi all’anno. In un periodo segnato dall’aumento dei premi di cassa malati, dalla pressione economica e da affitti sempre più elevati, questa iniziativa è irresponsabile, perché colpisce direttamente il portafoglio delle cittadine e dei cittadini.
2. Centinaia di migliaia di ore in più nel traffico
L’iniziativa colpirebbe duramente anche i pendolari. Secondo lo scenario intermedio, dovrebbero fare i conti con 422'000 ore supplementari di coda ogni giorno. L’UDC accetta così di colpire con milioni di ore in più nel traffico chi si sposta quotidianamente per lavoro, anziché trascorrerle con la propria famiglia.
Le conseguenze sarebbero particolarmente pesanti per tutte le persone attive nella logistica e nei trasporti. Gli autotrasportatori subirebbero direttamente l’impatto dell’iniziativa ed è evidente che ritardi e code alle frontiere farebbero ulteriormente aumentare anche i prezzi dei beni di consumo.
3. Una Svizzera meno sicura
Nemmeno l’obiettivo dichiarato dai promotori, cioè più sicurezza grazie a controlli alle frontiere, verrebbe raggiunto. Al contrario, in caso di denuncia degli accordi di Schengen e Dublino, polizia, guardie di confine e servizi d’informazione perderebbero l’accesso a informazioni essenziali per la cooperazione in materia di sicurezza. La Svizzera perderebbe, per esempio, l’accesso al Sistema d’informazione Schengen (SIS), uno strumento centrale nella lotta contro la criminalità transfrontaliera, la mafia, il terrorismo, il traffico di esseri umani e la migrazione illegale.
Inoltre, il rapporto del Consiglio federale mostra che la denuncia degli accordi di Schengen-Dublino provocherebbe un forte aumento della migrazione illegale. Persone richiedenti l’asilo respinte in altri Paesi europei potrebbero infatti presentare una seconda domanda in Svizzera.
NO a un’iniziativa che danneggia il turismo svizzero
Infine, anche le regioni periferiche sarebbero messe a dura prova, in particolare quelle che vivono di turismo. Con l’iniziativa dell’UDC, il numero dei turisti in Svizzera diminuirebbe notevolmente. Ad esempio, per venire a sciare in Svizzera, i turisti dovrebbero richiedere un visto. Di fronte alla forte concorrenza delle località francesi, italiane e austriache, le nostre piste rimarrebbero deserte e numerosi comprensori sciistici svizzeri scomparirebbero. Di conseguenza, alberghi, ristoranti e innumerevoli negozi di paese sarebbero a rischio di chiusura. Solo per il settore turistico, lo studio prevede perdite pari a ben 810 milioni di franchi.
Alla luce dello studio pubblicato oggi, l’UDC, partito di governo, deve chiedersi seriamente se non debba ritirare immediatamente questa iniziativa dannosa per la sicurezza e la prosperità del nostro Paese.