Un nuovo studio delle organizzazioni dei datori di lavoro mette in luce un fenomeno preoccupante già sollevato dal PLR nel 2024: troppi giovani lasciano la scuola senza aver acquisito le competenze di base necessarie alla vita professionale. Il PLR si impegna nei cantoni a favore di un insegnamento che trasmetta con successo tali competenze, ponendo al contempo le basi per la scuola dell’obbligo di domani.

Troppi apprendisti presentano notevoli lacune in matematica e scrittura. È quanto emerge dall’indagine condotta dalle associazioni di categoria USAM, USP ed economiesuisse, che hanno coinvolto 2'929 aziende e responsabili della formazione. Le aziende ritengono particolarmente importanti le competenze di scrittura. Infatti, secondo l’indagine, un’azienda su cinque forma meno apprendisti o sta valutando di farlo a causa delle lacune riscontrate e del carico di lavoro supplementare che ciò comporta. E, alla fine, sono i giovani a fare le spese di questa preoccupante evoluzione.

Il PLR è attivo nei cantoni

«Lo ripetiamo già da diversi anni: è fondamentale che la scuola dell’obbligo torni a concentrarsi sulla sua missione primaria. L’insegnamento delle competenze di base deve essere rafforzato e meglio strutturato», dichiara Sabina Freiermuth, presidente del PLR Argovia. Il suo partito cantonale ha presentato, già diversi anni fa, diversi atti parlamentari volti ad affrontare i problemi più urgenti all’interno della scuola dell’obbligo. Il PLR è stato molto attivo anche nella Svizzera romanda e in Ticino sul tema della scuola. A Friburgo, il Gran Consiglio ha approvato una mozione del PLRvolta a vietare i telefoni cellulari negli istituti scolastici. Anche il PLR di Neuchâtel si è attivato in seno al parlamento cantonale per combattere la burocrazia a scuola, mentre il PLR di Ginevra si impegna per un accompagnamento più efficace dei giovani che abbandonano la scuola. In Ticino, le proposte PLR sulla scuola sono storicamente numerose, l’ultima in ordine di tempo è una proposta di riforma totale della scuola media.

Le riforme sono indispensabili

Al di là del programma scolastico, la scuola dell’obbligo deve affrontare anche altri problemi, come la volontà di abolire le note, l’onnipresenza dei cellulari e un’esplosione della burocrazia. Anche la scuola inclusiva deve essere rivista affinché ogni bambino possa beneficiare in futuro del miglior sostegno possibile in base alle proprie esigenze.

Ciò che per molto tempo non poteva nemmeno essere messo in discussione, oggi è oggetto di un ampio dibattito grazie al PLR. È soprattutto tra il corpo docente che si moltiplicano le richieste di adeguamenti, come ha dimostrato un sondaggio pubblicato di recente dall’associazione degli insegnanti.

Lo stesso vale per la padronanza della prima lingua nazionale. Gli alunni che non riescono a seguire le lezioni dal punto di vista linguistico sono svantaggiati fin dall’inizio. Il PLR di Lucerna ha ad esempio chiesto che i bambini con una padronanza insufficiente del tedesco apprendano in modo intensivo la lingua di Goethe, prima di integrarsi in una classe ordinaria. Questa idea, che si è affermata in diversi cantoni grazie ai Liberali Radicali (ad esempio a Basilea Città o a Glarona), non ha ottenuto la maggioranza a Lucerna, poiché la quasi totalità del gruppo del Centro e più della metà del gruppo dell’UDC l’hanno respinta.

Il PLR non si arrende

Per il PLR, questo non è motivo per rinunciare. Al contrario. Perseveriamo e continuiamo a portare avanti le nostre richieste approvate nel 2024. Come afferma la copresidente del PLR, Susanne Vincenz-Stauffacher: «I liberali radicali sono stati tra i fondatori della scuola dell’obbligo moderna. Abbiamo messo in guardia molto presto dalle derive che oggi vengono alla luce. Le nostre sezioni cantonali lavorano con grande impegno su queste riforme indispensabili. Ne sono loro molto grata. Una scuola pubblica forte è essenziale per la nostra formazione professionale, ma anche e soprattutto per il futuro dei nostri figli e del nostro Paese.»